dove la C sta per cervello e la T per te
Roky senza C, cosa ci vuoi fare, il poveretto, è texano, scrive le canzoni, le canta, suona la chitarra, l’armonica, sbaglia sbadìla e sbadiglia.
A 18 anni (è il 1965) Roky mette su un gruppo insieme al suo amico Tommy e lo chiama Ascensori Per Il Tredicesimo Piano e in quel gruppo sembra a un certo punto che debba cantarci Janis Joplin, quella Janis Joplin. Poi purtroppo arriva un californiano di nome Chet
che T dice
va là Janis, cosa ci vai a fare in Texas, vieni in California che c’è la droga buona. Ciao, Roky senza C, ‘iao.
A 21 anni (è il 1968) Roky è a spasso per Austin e tutto d’un tratto diventa plurale e si mette a parlare con tutte le voci del Diavolo, il cervello gli va da tutte le parti e il dottore diagnostica uno stadio piuttosto avanzato di paranoia schizoide, o schizofrenia paranoide, che ne sappiamo in fondo, siamo troppi qua dentro, ciao Janis, ‘iao
Roky finisce con una camicia bianca a maniche lunghe nel manicomio di Houston e non si sta nemmeno troppo scomodi in questa cameretta, i cuscini alle pareti, la torazina nel caffellatte e gli elettroshock dopo pranzo, Antonin Artaud al tredicesimo piano c’è sempre andato a piedi.
A 22 anni (è il 1969) Roky si fa la sua personalissima Estate dell’Amore Personale con due anni di ritardo: è a spasso per Austin, come al solito, ha una canna in tasca, come al solito, una canna nel senso degli spinelli, dai, una cannetta, cosa vuoi che sia, sono gli anni Sessanta, uso personale, sta a vedere che
sta a vedere un cazzo, la finanza texana scherza pochissimo e infatti lo fermano e lo arrestano e lo mettono in galera, Ma come? Eh, sì, poi si accorgono che è matto e invece di dargli l’infermità mentale lo mandano nel manicomio criminale di Austin, elettroshock a colazione e torazina prima dei pasti, ho come un déjà vu, mi sa che non ci vado a fare la doccia.
È il 1982, l’Italia di Bearzot vince i Mondiali e Roky è un chitarrista quarantenne con un caco al posto del cervello, allora chiama un notaio e gli dice Notaio, prenda nota, ho i topi nelle vene, vorrei dire ai Marziani, perché i Marziani stanno arrivando, vorrei dire ai Marziani che con me hanno già fatto un lavorino con tutti i crismi, sono abitato, giuro, avete ragione voi, abbiamo ragione noi, adesso però andatevene, per favore, andate in cabina a svegliare il pifferaio e ditegli che mi tolga di mezzo i topi, se può, per favore. Con simpatia, Roky Erickson.
Il notaio chiama la polizia e Roky fa un altro giro nella bolgia delle saponette
A questo punto evado, dice, e in effetti evade, poi però lo prendono quasi subito, gli danno dell’altra scossa e dell’altra torazina,
per sette anni.
È il 1989, viene giù il Muro e Roky si appassiona alle crittografie aliene nella corrispondenza dei suoi vicini di casa e allora inizia a svuotare tutte le cassette del quartiere e insomma ruba la posta, è un reato, poi fodera le pareti del cesso con delle lettere che sembrano dei cuscini e dopo un mese lo arrestano ancora.
Finisce l’altro ieri questa storia, con un giudice texano mosso a pietà da un sessantenne bruciato che ha visto più medici che fonici e ha un fratello minore, Giovanni, il cui nome è l’unico dettaglio inventato di questa storia, Riprenditelo, Giovanni, stagli dietro se ti riesce, la seduta è tolta.
Roky Erickson ha fatto un disco nuovo, il primo dopo quattordici anni di silenzio, si chiama Ture Love Casts Out All Evil, l’amore vince sull’indifferenza e sull’odio. E niente, questo disco è proprio brutto, ma brutto come quei dischi country che li ascolti e non ti dicono niente, ed è un peccato, ci suonano gli Okkervill River che sono molto fighi anche se non li conosce nessuno ed è uscito per la famosa etichetta Anti, quella di Tom Waits, cioè, quella del bassista dei Primus che ultimamente sta facendo uscire i dischi di Tom Waits, ma questo disco è una noia, uno si augura che il Disco Del Ritorno dell’ultimo dei pazzi fricchettoni sia come una specie di Syd Barrett possibile e invece niente, la tua musica non è sbumballata come la tua vita, Roky, è un problema, cazzo, un problema che nessuno ha voglia di risolvere.
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in questi giorni che sono stato lontano da internet è successa tanta di quella roba su internet che con la solita rubrichetta non saprei proprio da dove cominciare. però volevo dire che ai concerti di panda bear c’è della gente così.
(1 year ago)