a parte gli ultimi tre minuti
White Pony dei Deftones, eh, White Pony, che discone, sembra ieri e invece sono passati 10 anni e siamo tutti molto vecchi. I Deftones nel frattempo hanno fatto altri tre-quattro dischi abbastanza inutili e gli è quasi morto un bassista e però a novembre vengono a suonare in Europa, per ora solo in Inghilterra, chissà, chissà.
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Persone che Morrissey odia: i cinesi, i canadesi, gli immigranti, i giornalisti musicali, Madonna, Damien Hirst, Elton John, quelli che vanno ai rave, i musicisti neri, Morrissey.
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Qui c’è un video di mezz’ora in cui i Belle & Sebastian parlano e suonano dei pezzi nuovi e c’è il link per scaricare delle cose del disco nuovo, ma i Belle & Sebastian non li ho mai cagati molto, e poi me li sono sempre confusi con i Blonde Redhead, i quali hanno appena fatto “un disco, Penny Sparkle, che chiude per sempre i conti con la gioventù della band e si pone come summa concettuale della seconda parte della carriera del gruppo di NYC, ormai approdato in via definitiva a un cantautorato pop adulto ed essenziale, con generosi inserti di elettronica cheap e nessuna asperità chitarristica di quelle che segnavano il passo della loro fase più noisy. Un disco che ci mostra finalmente la maturità di Blonde Redhead per tutto quello che vale, cioè UN CAZZACCIO DI NIENTE”.
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Due dischi nuovi molto belli e troppo corti, con un mp3 ciascuno da scaricare: l’Uomo Più Alto Del Pianeta e Owen Paletta. A proposito: Ryan Gosling suona lo Steinberger senza paletta e gli Steinberger senza paletta, notoriamente, fanno scago.
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Tre cose sceme di libri che magari meriterebbero un approfondimento su Finzioni, e magari lo faccio: 50 finali rovinati in 4 minuti (sì, ho detto finali rovinati invece di spoiler), 13 libri che non ha letto nessuno ma tutti dicono di sì e i rapper, se fossero degli scrittori del ventesimo secolo, quali scrittori sarebbero. Poi c’è naturalmente il pezzo di Inkiostro su DFW, ma l’avete letto tutti, e il pezzo di Fabbrì su SettePerUno, ma l’avete letto tutti. E poi mezz’ora di reading di Paolo Nori in Sardegna, ma pure quello, lo so, ci vuole mezz’ora da perdere.
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Una cosa davvero struggente è questa versione per pianoforte di Where is my mind? dei Pixies come se fosse un film con Greta Garbo.
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Con buona pace di Mike Bongiorno, oggi è l’anniversario della morte di Keith Moon, il batterista degli Who, my friends call me Keith, you can call me Jack.
At a party in Los Angeles I overheard an American writer asking Keith whether he regarded himself as one of the all-time great drummers. He replied with a disarming grin: “I’m the greatest Keith Moon-type drummer in the world”.
UPDATE: sono un bruciato, l’ingegner Manicardi mi fa notare che Keith Moon era ieri, oggi è l’anniversario di quando ne ha parlato il Guardian, vabbeh.
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Four Tet è molto figo e cliccando sulla foto si scarica un’ora di mixtape di Four Tet che pompa che pompa che pompa, a parte gli ultimi tre minuti che sono una giapponese noiosissima.
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(1 year ago)